Stefano Baschierato

Stefano Baschierato nato a Celeseo, frazione di Sant’Angelo di Piove (Padova), il 14 aprile 1922, da Giovanni Battista e Alba Salmaso. Si è diplomato all’Accademia delle Belle Arti a Venezia nel 1941, dopo aver frequentato la scuola d’intaglio del legno presso l’Istituto d’Arte Pietro Selvatico di Padova (a cui si era iscritto nel 1932, e di cui ricorda con piacere i maestri Eligio Polidoro, Luigi Gaudenzio e Piero Campeo) e l’Istituto d’Arte dei Carmini di Venezia.

Foto di Antonio Baruffaldi

Le prime soddisfazioni le ottiene ai concorsi della GIL, associazione culturale del partito fascista: ottiene il primo premio sia ai Ludi Agonali che Littoriali (rispettivamente nel 1934 e 1935) con dei bassorilievi in gesso: il primo raffigurante una “Deposizione” e il secondo una “Marcia dei balilla”).

Dal 1936 al 1941 ha esposto in varie città d’arte d’Italia, vincendo alcuni premi tra i quali nel 1936 il primo premio ai “Ludi dell’arte” di Padova, l’anno successivo si classifica secondo alla “Mostra nazionale di Roma”, nel 1938 il primo premio al Palazzo del Pallone di Verona (con la scultura “Il bacio”) e nel 1940 il primo premio “Scultura per giovani” alla Biennale di Venezia.

Nel 1941 e 1942 ha insegnato alla Scuola d’Arte del Legno di Ortisei, in Valgardena (Bolzano), impegno che dovette interrompere per partecipare con il grado di Ufficiale alla Seconda Guerra Mondiale. Ritornato in patria dopo una lunga e dura prigionia in Germania, si unisce all’azienda del padre nel ramo dell’industria sediaria, vecchia attività di famiglia.

Nel 1955 sposa Maria Ottavia Gambarro, che sarà sua compagna per tutta la vita, e da cui un anno dopo avrà il suo unico figlio, Giovanni Battista Walter. Ha ripreso l’attività di scultore nel 1972, applicandosi con rinnovato entusiasmo a lavori in ferro, in bronzo e in pietra, e partecipando a mostre e a concorsi nazionali e internazionali.

Nel 1975 partecipa ad una mostra a Piove di Sacco (Padova), alla Galleria d’Arte Bertin. Nel 1976 si classifica al secondo posto (sezione scultura) al grande premio internazioonale “Jacopo da Ponte” di Bassano del Grappa (Vicenza), e l’anno seguente partecipa alla IIIª Biennale dantesca di Ravenna classificandosi secondo.

Nel 1979 porta a compimento il suo primo monumento, dedicato ai Donatori di sangue, che viene collocato in piazza a Vigonovo (Venezia), e l’anno successivo ottiene il secondo premio per la sezione scultura al “Premio Malatesta” nella Prima rassegna internazionale d’Arte Città di Rimini. Cinque anni dopo realizza tre grandi statue in pietra di Custozza (Madonna col Bambino, San Pietro e San Paolo) che vengono collocate alla sommità della facciata del Santuario della Madonna delle Grazie di Piove di Sacco. Nello stesso anno fa omaggio al Papa Giovanni Paolo II di una propria scultura, ricevendone in cambio, tramite il sostituto della Segreteria di Stato Mons. E. Martinez, un attestato di stima e di viva riconoscenza, ed esegue a Polverara (Padova) un monumento dedicato ai caduti di tutte le guerre.

Negli anni che seguono effettua numerosi altri monumenti e allestisce mostre personali e collettive in diverse città d’Italia e all’estero.

Nel 1993, dopo un lungo ed impegnativo lavoro, incardina la porta maggiore della Chiesa Arcipretale di San Michele a Sant’Angelo. Nel 1999 riceve, per meriti artistico-culturali, la cittadinanza onoraria dal Comune di Piove di Sacco.

Ha vissuto (fino alla sua morte, avvenuta la notte tra il 27 e il 28 luglio 2000, a pochi mesi dalla morte della moglie Maria Ottavia) a S.Angelo di Piove di Sacco, nella sua caratteristica villetta.