Palazzo Jappelli

L’edificio, Sede Municipale, fu costruito tra il 1821 e il 1823 su progetto dell’architetto Giuseppe Jappelli (Venezia 1783 – 1852), al posto del precedente Palazzo Pubblico di origine Carrarese. Originariamente l’edificio municipale ospitava oltre alla Prefettura, alla Cancelleria Censuaria, al Corpo di Guardia, anche ben dieci negozi, alcuni magazzini, e le carceri. Nel catasto austriaco l’immobile viene così descritto: “porzione di casa civile con botteghe; porzione di casa civile al primo piano, al piano superiore uffici della Deputazione Comunale”.

Attualmente lo stabile è totalmente occupato dagli uffici comunali. Nell’aiuola di fronte al Municipio è posto un piedistallo porta bandiera in pietra d’Istria sul quale sono ancora leggibili la data, 1591, lo stemma piovese con il San Martino e lo stemma del podestà Pandolfo Malatesta. Il prospetto principale è fortemente cadenzato dai fori delle finestre e dalle arcate al pianterreno. L’elegante atrio è costituito da un salone passante con colonne che riprendono il ritmo di facciata. Salendo lo scalone a destra si raggiunge il piano nobile dove sono gli ambienti di rappresentanza: la Sala della Magnifica Comunità o Sala del Consiglio, la Sala dei Melograni e l’ufficio del Segretario Generale. Nella Sala del Consiglio è possibile ammirare un Crocifisso ligneo trecentesco rinvenuto nella torre civica, un bassorilievo in pietra raffigurante San Martino e il povero (stemma del Comune), alcuni ritratti opera del pittore Giuseppe Mastellaro, altre opere del padovano Leo Borghi, un plastico che rappresenta una ricostruzione, in chiave artistica, della Piove medievale, realizzato dall’artista piovese Mario Salmaso, ed infine alcune tele realizzate in epoca recente.

Nell’attigua Sala Melograni (sede dell’Ufficio del Sindaco e della Giunta) un’intera parete è occupata dalla grande tela che costituiva il sipario del Teatro Filarmonico dov’è rappresentato l’Ingresso delle truppe italiane in Piove di Sacco; si tratta dell’unica opera di grandi dimensioni realizzata dal pittore Alessio Valerio (Piove di Sacco 1831– Padova 1922). Le pareti sono arricchite da una serie di ritratti, realizzati a matita o pastello su carta, opera di un altro insigne pittore locale ottocentesco, Oreste da Molin (Piove di Sacco 1856 – Padova 1921), al quale appartengono anche alcune tele e disegni situati nell’ufficio del Segretario Generale. In quest’ultimo ambiente meritano anche di essere segnalati i tre quadretti che riproducono le tre torri, oggi purtroppo distrutte, che costituivano le porte d’accesso alla città medievale. Infine, opere del pittore Giovanni Soranzo sono ospitate nell’ufficio degli Assessori.