Festa del Voto – Storia di una devozione

0

Nell’anno 1631, le vittime causate dalla peste, che si era diffusa in Padova e nella Provincia fin dal 1629, erano calcolate a oltre 15.000. Il 15 dicembre 1630 la mortalità registrata era normale, e si seppelliva nei sagrati delle chiese del Duomo, di San Nicolò, San Rocco e del santuario della B.V. delle Grazie e all’interno delle chiese.

La prima vittima della peste si registrò il giorno seguente, quando “Domenego Samillo detto Zuffa della contrà di S. Martino passò da questa vita con mal contagioso et il suo cadavere fu sepolto a S. M. Maddalena”, ove risiedeva l’ospedale che assunse funzione di lazzaretto.

Il morbo si manifestò nuovamente solo il 14 marzo dell’anno seguente con numerosi morti. Anche se i decessi non erano stati a Piove numerosi come quelli avutisi in città, si ritenne si dovesse prendere provvedimenti per scongiurare l’incalzante pericolo e soprattutto ricorrere in forma pubblica e solenne a Dio e alla Vergine, in ogni tempo dispensatrice di favori celesti.

Il Consiglio, interprete dunque dei sentimenti comuni, nella seduta del 27 aprile deliberò che il 6 maggio di ogni anno si facesse una solenne processione, alla quale dovevano partecipare il Podestà, il Sindaco, i Deputati e tutto il Consiglio, ciascuno con una candela in mano, comperata a spese della Comunità e, giunti al Santuario, si dovesse pregare la Vergine di volere proteggere e preservare da ogni male la popolazione piovese.

La processione mosse dal Castello di buon mattino. Aprivano il corteo i messi del Comune con il Gonfalone; seguivano i fratelli della Scuola del Santo Crocefisso, con vesti di sacco e corda ai fianchi, quindi i Frati Minori Osservanti, custodi del Santuario, e i Riformati che avevano il Convento entro il Castello. Poi venivano i Chierici, i Sacerdoti, i Canonici dell’insigne collegiata del Duomo cantando le Litanie dei Santi.

Il Podestà, il Sindaco e i LA STORIA DEL VOTO Deputati della Comunità col popolo chiudevano la processione. Durante la Messa solenne, all’offertorio, le Autorità in ginocchio offrirono al celebrante il cero come il Consiglio aveva deliberato, mentre la popolazione accompagnava quell’atto con preghiere di supplica, che la Vergine ancora una volta benignamente esaudiva.

Titolo Festa del Voto - Storia di una devozione
Autore a cura di Francesco Patella e Gianstefano Rodella
Editore Comune di Piove di Sacco
Anno di pubblicazione 2009
N.Pagine 32
Share.

Leave A Reply